Lo scorso 16 dicembre è stato pubblicato il bando del concorso ordinario per funzionari e elevate qualificazioni con incarichi di Dsga. I posti sono 1.435.

Concorso Dsga, prova scritta il 10 aprile

Con un avviso del 17 marzo, è stata comunicata la data della prova scritta, che si svolgerà il 10 aprile in un unico turno, dalle 14,30 alle 16,30.

Le prove

La procedura concorsuale si articola in una prova scritta (articolo 6 del bando), una prova orale (articolo 7 del bando) e nella successiva valutazione dei titoli (articolo 8 del bando).

I programmi concorsuali sono indicati all’allegato B.

Le commissioni giudicatrici dispongono di centocinquanta (150) punti, di cui sessanta (60) per la prova scritta, sessanta (60) per la prova orale e trenta (30) per la valutazione dei titoli di cui all’allegato C.

Prova scritta

La prova scritta consiste nella risoluzione di 60 quesiti, con quattro opzioni di risposta, di cui una sola corretta, volti a verificare la preparazione dei candidati sugli argomenti di cui all’allegato B.

 

I 60 quesiti sono somministrati, in modalità casuale per ciascun candidato, secondo la seguente ripartizione:
  • 5 quesiti di Diritto costituzionale e diritto amministrativo, con riferimento al diritto dell’Unione Europea;
  • 4 quesiti di Diritto civile;
  • 18 quesiti di Contabilità pubblica, con particolare riferimento alla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche;
  • 10 quesiti di Diritto del lavoro, con particolare riferimento al pubblico impiego contrattualizzato;
  • 8 quesiti di Legislazione scolastica;
  • 12 quesiti di Ordinamento e gestione amministrativa delle istituzioni scolastiche autonome e stato giuridico del personale scolastico;
  • 3 quesiti di Diritto penale, con particolare riguardo ai delitti contro la Pubblica Amministrazione.

L’elenco delle sedi delle prove scritte, individuate dall’USR, l’esatta ubicazione, l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico e le ulteriori istruzioni operative, sono comunicate almeno 15 giorni prima.

Il punteggio minimo per accedere alla successiva prova orale è 42 su 60.

Prova orale

La prova orale consiste in:

a) un colloquio sulle materie d’esame di cui all’allegato B, che accerti la preparazione del candidato sulle medesime e verifichi la capacità di risolvere due casi riguardanti la funzione di D.S.G.A.;

b) una verifica della conoscenza degli strumenti informatici e delle TIC di più comune impiego;

c) una verifica della conoscenza della lingua inglese, mediante lettura e traduzione di un testo scelto dalla Commissione.

La durata massima complessiva della prova orale è di 50 minuti.

Valutazione dei titoli

I titoli, come già detto, vengono valutati secondo le modalità indicate all’articolo 8 del bando.

I titoli valutabili sono quelli previsti dall’Allegato C del decreto, e devono essere conseguiti, o, laddove previsto, riconosciuti, entro la data di scadenza del termine previsto per la presentazione della domanda di ammissione (che è il 15 gennaio).

La commissione assegna ai titoli culturali e professionali dichiarati un punteggio massimo complessivo di 30 punti.

La commissione giudicatrice valuta esclusivamente i titoli dichiarati nella domanda di partecipazione al concorso.

Nel dettaglio, danno punteggio i seguenti titoli:

  • Titolo utilizzato quale titolo di accesso al concorso (vedi tabella A)
  • Titoli professionali e culturali ulteriori rispetto al titolo di accesso (esempio: altra Lauera, dottorato, abilitazione scientifica nazionale a professore, certificazioni linguistiche di livello almeno C1 in lingua inglese, abilitazione all’esercizio delle professioni di commercialista, revisore legale, revisore contabile, avvocato, inserimento nella graduatoria di merito ovvero superamento di tutte le prove di un precedente concorso ordinario per titoli ed esami a DSGA…)
  • Titoli di servizio.

 

 

 

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficializzato le date per la presentazione delle domande di mobilità per l’anno scolastico 2025/26. Un momento cruciale per molti docenti e personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario), che potranno chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria o altre operazioni legate alla mobilità. Le richieste, infatti, dovranno essere presentate rispettivamente a partire dal 7 marzo 2025 per i docenti e dal 14 marzo 2025 per il personale ATA.

Le modalità e i dettagli delle procedure sono contenuti nell’Ordinanza Ministeriale recentemente pubblicata. La mobilità riguarda principalmente i trasferimenti da una scuola all’altra, ma anche la possibilità di chiedere un’assegnazione provvisoria per motivi personali o familiari. Un’opportunità importante per chi desidera rientrare nella propria regione o in una località più comoda, ma anche per chi vuole cercare nuove opportunità professionali.

Come presentare la domanda

I docenti dovranno presentare la domanda attraverso il portale Istanze Online del Ministero. La procedura, che si svolgerà tra il 7 e il 21 marzo 2025, prevede che i docenti indichino la preferenza per le scuole, le province e i posti disponibili, tenendo conto delle proprie esigenze personali e professionali. Analogamente, il personale ATA dovrà seguire le stesse indicazioni per la propria mobilità, con la finestra temporale dal 14 al 28 marzo 2025.

Il personale ATA, che include assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, avrà la possibilità di chiedere il trasferimento per motivi familiari, di salute o semplicemente per avvicinarsi alla propria zona di residenza. Anche per il personale ATA, la procedura avverrà tramite Istanze Online, ed è importante seguire con attenzione tutte le istruzioni per non incorrere in errori.

Novità e regole per il 2025/26

Tra le novità più rilevanti di quest’anno, ci sarà una maggiore attenzione alle esigenze di prossimità delle scuole rispetto al domicilio dei richiedenti, così come l’introduzione di nuove modalità di assegnazione delle sedi per garantire una distribuzione più equa del personale su tutto il territorio nazionale. Inoltre, sono previste specifiche disposizioni per i docenti e il personale ATA con disabilità o con esigenze particolari.

Il Ministero invita docenti e personale ATA a consultare con attenzione le istruzioni operative per evitare errori o disguidi durante la fase di invio delle domande.

Un momento di grande importanza

La mobilità scolastica rappresenta un passaggio fondamentale per il personale educativo e amministrativo, che ogni anno si trova a fare i conti con le proprie aspettative e necessità professionali. La presentazione tempestiva delle domande è fondamentale per garantirsi un’opportunità concreta di cambiamento.

Il prossimo anno scolastico si prospetta ricco di novità, e la mobilità rappresenta una delle principali occasioni di rinnovamento per il sistema scolastico italiano. Per questo motivo, si invita tutto il personale, sia docente che ATA, a monitorare con attenzione le comunicazioni ufficiali e a rispettare le scadenze indicate, per non rischiare di perdere la possibilità di presentare la propria domanda.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il portale Istanze Online e seguire gli aggiornamenti sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il Ministero dell’Istruzione ha introdotto un nuovo sistema di valutazione per i dirigenti scolastici, come stabilito dall’articolo 13 del decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71, convertito con modifiche nella Legge 29 luglio 2024, n. 106.

Con il decreto ministeriale n. 28 del 21 febbraio, sono state delineate le procedure e i criteri per la valutazione annuale dei DS, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’istruzione e promuovere la crescita professionale dei dirigenti scolastici.

A partire dal 2025, il sistema di valutazione dei dirigenti scolastici subirà una modifica importante. Il Decreto Ministeriale che introduce nuove modalità di valutazione prevede un cambiamento sostanziale nella valutazione del lavoro dei dirigenti, prevedendo anche l’assegnazione di giudizi sintetici. Il sistema parte da un giudizio “ottimo” e avrà un impatto diretto sulla retribuzione, collegando quindi i risultati della valutazione al trattamento economico del dirigente scolastico.

Questa nuova metodologia mira a semplificare il processo di valutazione, rendendo più chiari i criteri di giudizio e l’efficacia delle azioni intraprese dai dirigenti, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’educazione e la gestione delle istituzioni scolastiche.

I Criteri e le Modalità di Valutazione

Secondo quanto previsto dal Decreto Ministeriale, la valutazione dei dirigenti scolastici non si concentrerà più su una lunga e complessa analisi di indicatori, ma adotterà un approccio sintetico, in cui il giudizio finale sarà espresso in termini chiari e comprensibili. I principali criteri di valutazione comprenderanno:

  1. Gestione amministrativa ed economica della scuola: L’efficacia nell’amministrare risorse e il rispetto delle norme finanziarie.
  2. Leadership pedagogica e didattica: L’abilità del dirigente nel guidare il corpo docente e migliorare le pratiche educative.
  3. Gestione delle risorse umane: La capacità di motivare e valorizzare il personale scolastico.
  4. Innovazione e digitalizzazione: L’impegno nel portare innovazioni tecnologiche all’interno dell’istituto.
  5. Relazioni esterne e comunità scolastica: L’interazione e il coinvolgimento con le famiglie, le istituzioni locali e altre realtà educative.

I dirigenti scolastici saranno valutati anche sulla base del raggiungimento degli obiettivi annuali fissati nel Piano di Miglioramento della scuola e del raggiungimento degli standard di qualità previsti dal Piano Nazionale di Formazione.

Il Giudizio Finale: Si Parte da “Ottimo”

Una delle novità più rilevanti introdotte da questa riforma è che il giudizio finale per ogni dirigente scolastico partirà dalla valutazione “ottimo”. Questo significa che tutti i dirigenti partiranno con una valutazione alta, a meno che non emergano specifiche criticità nel loro operato. Questa impostazione riflette la volontà di premiare i dirigenti per gli sforzi e l’impegno profusi, incentivando così una gestione positiva delle scuole.

Il giudizio sintetico avrà un impatto anche sul piano economico. In particolare, si tradurrà in un adeguamento della retribuzione, che sarà proporzionale ai risultati ottenuti. Ad esempio, un dirigente con un giudizio “ottimo” potrebbe beneficiare di un incremento retributivo, mentre chi riceverà una valutazione inferiore potrà essere soggetto a riduzioni o a mancati incentivi economici.

Implicazioni per la Retribuzione

La novità più discussa di questa riforma riguarda l’effetto diretto della valutazione sulla retribuzione del dirigente. Sebbene la riforma mantenga la base salariale invariata, gli eventuali premi legati alle performance scolastiche, come bonus per il raggiungimento degli obiettivi, verranno definiti anche in base al giudizio ricevuto.

La valutazione avrà quindi un ruolo determinante nel riconoscimento economico dei dirigenti, il che potrebbe incentivare una gestione scolastica più orientata al risultato. Tuttavia, alcuni sindacati hanno espresso preoccupazioni riguardo all’eccessiva discrezionalità nella valutazione e ai possibili rischi legati a misurazioni non sempre oggettive.

Cosa Prevede il Decreto Ministeriale?

Il Decreto Ministeriale, insieme alla nota esplicativa, stabilisce le modalità di applicazione dei nuovi criteri di valutazione. Tra gli aspetti principali ci sono:

  • La frequenza della valutazione, che avverrà annualmente, con una revisione approfondita a intervalli biennali.
  • L’introduzione di un sistema di peer review, dove la valutazione verrà affiancata da una valutazione paritaria tra dirigenti scolastici, in modo da garantire maggiore imparzialità e trasparenza.
  • La possibilità di richiedere un riesame del giudizio in caso di disaccordo con la valutazione assegnata.

Conclusione

La nuova metodologia di valutazione dei dirigenti scolastici segna un cambiamento significativo nel sistema educativo italiano. L’introduzione di un giudizio sintetico, che parte dall’ottimo e che avrà un impatto diretto sulla retribuzione, rappresenta un tentativo di rendere la valutazione più trasparente e legata ai risultati. Tuttavia, sarà fondamentale monitorare l’efficacia di questo nuovo sistema, per evitare che diventi uno strumento punitivo piuttosto che motivante. La scuola italiana potrà così fare un ulteriore passo verso un miglioramento della qualità educativa e una gestione più responsabile delle risorse.

E’ stato pubblicato il bando del concorso ordinario per DSGA, area dei funzionari e dell’elevata qualificazione secondo il nuovo ordinamento del CCNL 2019-21. I candidati potranno presentare domanda di partecipazione dalle ore 12 del 16 dicembre al 15 gennaio ore 23:59. Requisito di accesso è la laurea specifica dell’allegato A al D.D. n. 3122 del 12 dicembre 2024 più la CIAD Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale.

Presentazione istanza
Da oggi alle ore 12.00 e fino alle ore 23.59 di mercoledì 15 gennaio, sarà possibile presentare la domanda di partecipazione, su base regionale, al concorso per la copertura di 1.435 posti dell’area dei funzionari e dell’elevata qualificazione.

Requisiti
Possono partecipare i candidati che, entro la scadenza del termine di presentazione della domanda, siano in possesso di un diploma di laurea vecchio ordinamento, di una laurea specialistica o di una laurea magistrale, tra quelle indicate all’Allegato A, nonché della certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale.

Gli aspiranti privi di CIAD possono chiedere la partecipazione con riserva, purché conseguano il titolo entro la data di immissione in ruolo.

Una sola regione
Ogni candidato può presentare domanda per una sola regione.

Invio telematico dell’istanza
Le istanze possono essere presentate esclusivamente online attraverso il Portale unico del reclutamento (www.inpa.gov.it) attraverso le credenziali SPID o CIE) e devono essere abilitati al servizio “Istanze on line”. È possibile accedere al servizio anche tramite l’applicazione “Piattaforma Concorsi e Procedure selettive” del sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

La procedura concorsuale
La procedura concorsuale, gestita su base regionale, si articolerà in una prova scritta, in una prova orale e successiva valutazione dei titoli.
Le commissioni di valutazione avranno a disposizione un massimo di 150 punti per ogni candidato, di cui sessanta (60) per la prova scritta, sessanta (60) per la prova orale e trenta (30) per la valutazione dei titoli.

Posti disponibili

I posti disponibili nel triennio per Regione sono:

Abruzzo 24
Basilicata 0
Calabria 6
Campania 11
Emilia-Romagna 157
Friuli Venezia Giulia 35
Lazio 133
Liguria 41
Lombardia 416
Marche 44
Molise 0
Piemonte 171
Puglia 29
Sardegna 44
Sicilia 30
Toscana 108
Umbria 13
Veneto 173

BANDO m_pi.AOODPIT.REGISTRO-DECRETI-DIPARTIMENTALIR.0003122.12-12-2024

Concorso PNRR2: pubblicato il bando per infanzia, primaria e scuola secondaria di primo e secondo grado, sia per posto comune che per sostegno. La domanda di partecipazione può essere presentata a partire da oggi alle ore 14 e fino al 30 dicembre alle ore 23:59.

Come si presenta la domanda
La domanda di partecipazione al concorso deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica.

È possibile presentare la domanda attraverso il Portale Unico del Reclutamento, accessibile all’indirizzo www.inpa.gov.it. Per accedere alla compilazione dell’istanza, è necessario possedere le credenziali del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o della Carta di Identità Elettronica (CIE). Inoltre, è richiesto l’accesso al servizio “Istanze on line”.

Il servizio è inoltre disponibile tramite l’applicazione “Piattaforma Concorsi e Procedure selettive”, collegandosi all’indirizzo www.mim.gov.it, seguendo il percorso: “Argomenti e Servizi > Servizi > lettera P > Piattaforma Concorsi e Procedure selettive, vai al servizio”.

Le istanze presentate con modalità diverse non saranno prese in considerazione.

La domanda può essere presentata dalle ore 14 dell’11 dicembre fino alle ore 23:59 del 30 dicembre 2024.

I requisiti di accesso per la scuola secondaria

Ai sensi dell‘art. 3 comma 8 del DM 205/2023, i requisiti di accesso al secondo concorso docenti per la fase transitoria saranno (è sufficiente un requisito):

1) posti comuni:

  • laurea coerente con la classe di concorso oggetto del concorso (completa di tutti i CFU/CFA per l’accesso alla classe di concorso) + abilitazione per la specifica classe di concorso oppure
  • laurea coerente con la classe di concorso (completa di tutti i CFU/CFA per l’accesso alla classe di concorso) + tre anni di servizio negli ultimi cinque, entro il termine di presentazione della domanda, svolti presso le scuole statali, anche non continuativi, di cui almeno uno specifico oppure
  • laurea coerente con la classe di concorso oggetto del concorso (completa di tutti i CFU/CFA per l’accesso alla classe di concorso) + 24 CFU in discipline psicopedagogiche e metodologie didattiche di cui al dm n. 616/2017 conseguiti entro il 31 ottobre 2022
  • laurea coerente con la classe di concorso (completa di tutti i CFU/CFA per l’accesso alla classe di concorso) + almeno 30 CFU/CFA del percorso universitario e accademico di formazione iniziale di cui al DPCM 4 agosto 2023

 

Come indicato nell’articolo 3 comma 8 del DM n. 205/23, l’accesso è consentito non solo a chi ha già completato i 30 CFU/CFA, ma anche a coloro che risultano iscritti al relativo percorso formativo (in questo caso dell’anno accademico 2023/24). In questo caso, la partecipazione al concorso avverrà con riserva, che verrà sciolta positivamente se i 30 CFU/CFA verranno acquisiti entro il 30 giugno  2025.

N.B. Non potrà partecipare (come già al primo concorso PNRR) chi ha solo la laurea e non il requisito aggiuntivo richiesto. La differenza tra il primo e il secondo concorso PNRR è la possibilità di partecipare con i primi 30 dei 60 CFU occorrenti per l’abilitazione nella specifica classe di concorso e l’accesso con riserva per chi sta conseguendo l’abilitazione.

2) posti di ITP:

  • abilitazione oppure
  • diploma di accesso alla classe di concorso come indicato da tabella B del DPR 19/2016  e dm n. 259/2017.

Può partecipare con riserva:

  • chi sta conseguendo i 30/60 CFU dell’anno accademico 2023/24

3) posti di sostegno:

  • titolo di accesso alla classe di concorso + diploma di specializzazione conseguito ai sensi del DM n. 249/2010 per il grado richiesto (il titolo deve essere in possesso entro la scadenza per la presentazione della domanda; è previsto l’inserimento con riserva per chi ha conseguito il titolo estero ed entro la data di scadenza del bando ha presentato anche la domanda di riconoscimento). Non sarà prevista riserva per chi sta frequentando il TFA sostegno in Italia.

Requisiti di accesso infanzia e primaria

a. abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente oppure
b. diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002.

Sono ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento ai sensi della normativa vigente entro la data termine per la presentazione delle istanze per la partecipazione alla procedura concorsuale.

Quante classi di concorso è possibile scegliere

Se in possesso dei requisiti, è possibile partecipare sia al concorso infanzia primaria che al concorso secondaria, posto comune e sostegno (due domande).

Se si partecipa solo per infanzia primaria (indipendentemente dal fatto che si partecipi sia per infanzia primaria o solo per una sia per posto comune che sostegno), o solo per la secondaria una domanda,

Per la scuola secondaria, per posto comune, è possibile scegliere max una classe di concorso per la secondaria primo grado e max una classe di concorso per la secondaria di II grado (+ sostegno relativo grado se in possesso del titolo)

Le prove

Anche per il secondo concorso della fase transitoria, non è prevista una prova preselettiva. I candidati inizieranno direttamente con la prova scritta seguita dalla prova orale, che in alcune classi di concorso includerà anche una prova pratica, se richiesto. Ecco quali sono le classi di concorso con prova pratica

NOVITA’ Il punteggio minimo per superare la prova scritta è pari a 70/100. Tuttavia all’esito della prova scritta, sarà ammesso alla prova orale un numero di candidati pari a tre volte il numero dei posti messi a bando, nella Regione per la singola classe di concorso o tipologia di posto, a condizione che il candidato consegua il punteggio minimo di 70 punti. Saranno, inoltre, ammessi alla prova orale i candidati che hanno ottenuto lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi.